la torta di padre Pio

Avete mai mangiato il dolce della buona fortuna di padre Pio? Mi è stato offerto per la prima volta nelle Marche, quando la mia mamma era ricoverata in ospedale, ad agosto, da un’amica del posto.
Normalmente io preferisco i sapori salati piuttosto che quelli dolci, nn vado pazza per le creme, per la panna…preferisco di gran lunga una bella bistecca alla brace!!!
Questo dolce, però, nn è il classico ciambellone che si mangia per colazione o merenda bagnato nel latte o nel tè…mi è piaciuto subito, sarà perchè c’è la cannella, che adoro, c’è la frutta, che lo rende morbido, si può quasi definire un dolce "rustico", buono a tutte le ore!
Ovviamente, chiedo subito la ricetta (ho un cassetto pieno di quaderni di ricette, per nn parlare di tutti i libri di cucina e di tutte le enciclopedie che nn smetto mai di acquistare) mi piace molto anche dilettarmi in cucina Animoticon
Ma la ricetta da sola nn è sufficiente, mi spiega l’amica, praticamente questo dolce si "passa" di persona in persona, come una catena di sant’Antonio, per augurare ogni bene alla famiglia alla quale si dona!
Non so da quale regione dell’Italia sia nato tutto ciò, ma posso immaginare che sia partito tutto dalla Puglia…so per certo del "passaggio" anche in Lombardia – un collega di Milano l’ha mangiato – ed ora ovviamente nel Lazio Sorriso
Nasce tutto da un bicchiere di pasta lievita, del tipo che si usa per fare il pane o la pizza, che viene appunto donato dalla persona che ha preparato il dolce.
La preparazione dura ben 10 giorni, e prevede delle operazioni da svolgere in diverse fasi, in giorni diversi.
Sembrerebbe molto complicato, ma vi assicuro che riuscirebbe a farlo anche chi in cucina nn è a suo agio…basta dedicare pochi minuti a giorni alterni ed il gioco è fatto!!!
Passati i 10 giorni, il famoso bicchiere di pasta lievita nel frattempo è divenuto una terrina colma di impasto, dalla quale si debbono togliere tre bicchieri che dovranno esser regalati ad altrettante persone…è così che questa torta sta girando l’Italia!!!
Io ne tengo un bicchiere per me e ne regalo due, anzi, a volte, quando ho finito il giro delle amiche, tengo per me tutti i bicchieri e invece di una ne faccio due!!
Questa settimana infatti ne ho fatte due, ed una l’ho portata in ufficio, per la gioia dei colleghi!!
Domani mattina (anzi, oggi, visto che è passata mezzanotte) si ricomincia la preparazione, qualcuno vuole prenotarsi per i prossimi bicchieri?
 
Vi saluto con l’augurio di ogni bene e felicità
 
 
^_^ lory^_^
 
 
P.S. Avevo promesso di menzionare il suggeritore di questo post…un bacio, carissimo xanton!!!
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7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. xan
    mar 11, 2008 @ 15:04:24

    grazie della menzione… ma io volevo la ricetta completa… hehehe…
    non ne posso più di lievito in bustina… altro che pane degl’ angeli…
    ci ri-becchiamo presto… un baciuzz a te e sisters!!
    ciao Lory :-)

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  2. xanton
    mar 11, 2008 @ 15:06:31

    ecco, hai visto? per errore ho usato il vecchio account…
    fa niente, vero?
    hehehe….

    Rispondi

  3. Mauro
    mar 11, 2008 @ 20:23:08

    questa storia del dolce di padre pio mi mette i brividi ogni volta che la sento….

    Rispondi

  4. xanton
    mar 12, 2008 @ 19:16:24

    vediamo il lato buono della cosa… la lievitazione naturale adultera meno il gusto…
    la purezza di un sapore pulito…
    e poi viene preparato con tanti gesti che aggiungono valore e sentimento al tutto…
    è mica il nome che non va?
    ;-P

    Rispondi

  5. alessandra
    mar 13, 2008 @ 20:43:47

    Rispondi

  6. Miniminaui
    giu 23, 2008 @ 18:11:50

    Una mia collega mi ha dato la Torta di Padre Pio la scorsa settimana, e io ho cominciato a farla ieri ( cioè domenica, perchè si comincia sempre di domenica…..). Quando sarà pronta, potrò dire di aver mangiato un dolce che invece di far ingrassare fa bene allo spirito ed è di buon auspicio….io devo ancora destinare i miei tre bicchieri….   

    Rispondi

  7. Giglio
    apr 19, 2013 @ 20:13:55

    Ho terminato di preparare la torta alle 23.00 dopo aver imbiancato per due giorni. Ero stanchissima ed un pò scettica sul non mescolare (i grumi sono sempre in agguato) ma ormai dovevo farla.
    Bhè il risultato è stato veramente sconcertante: niente grumi, lievitazione perfetta, crosta croccante e morbidissimo all’interno. Dopo la colazione del giorno dopo…era giá terminata, e siamo solo in quattro.
    La chiamano torta di padre Pio,torta dell’amicizia e altro non so. Ho letto forum su questo dolce che parlano di igiene e altro ma sta di fatto che io ho dovuto passarla a tre persone e che l’hanno accettata molto volentieri ed al giorno d’oggi questo per me è giá un miracolo!

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